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1+15 di D, una gran festa in Polisportiva 20-05-2016.

Inizia tutto al chiosco, con il ritrovo dei giocatori, collaboratori tecnici e simpatizzanti. Volti sorridenti, strette di mano e ricordi. Si fa fatica poi a richiamare tutti per il quadrangolare, quasi strappati a forza per portarsi sul campo.

Si passa agli spogliatoi, dove c’è chi prova i brividi nel rivedere la stanza che dava inizio a battaglie, sconfitte e vittorie. Qualcuno indica con fierezza il proprio attaccapanni quasi fosse ancora suo, il primo lì in fondo a sinistra.  

Via con il mini-torneo sul Comunale e, pur essendo amichevole, non viene preso sottogamba. C’è chi dice di avere sei minuti di autonomia, chi neanche quelli, chi per acciacchi vari è perfino arrabbiato per non poter scendere sul campo. Incredibile come giocatori che non si vedono da anni giochino con trame a memoria quasi avessero smesso di indossare la maglia questa stagione. C’è poi chi si lamenta goliardicamente per aver pochi uomini a disposizione, sentendosi svantaggiato nei confronti dei rispettivi colleghi. E’ Birtig che con una rosa contata dispone a centrocampo qualcosa come Nonis, Spetic, Maracchi, Paolini, Giglio e Grujic. E scusate se è poco (una rosa, che pescando giocatori a caso può condurre un campionato di livello qualche categoria sotto). Il torneo se lo aggiudica proprio mister Birtig. Nelle altre sfide Morandin passa su Tomei (con lui si è segnata la vetta più alta, con il secondo posto storico appena dopo il Rovigo) e Birtig (per lui invece record storico di punti in un campionato terminato alle spalle di Treviso e Venezia) su De Agostini.



Il video con i gol del quadrangolare vinto dalla formazione guidata da Gianluca Birtig.



Tra le due semifinali, tutti a centrocampo per la foto di rito. Sono talmente tante le magliette che faticano a stare nell’inquadratura (più di cento tra giocatori, staff, mister e collaboratori).




Il video con la cerrellata prima della foto di gruppo (anche in HD).

Si finisce con uno spettacolare terzo tempo al chiosco (qui il totale arriva a duecento persone), prima con il rinfresco poi con una cena. Al tavolo delle autorità, il Presidente Regionale Gianni Toffoletto, il delegato Provinciale Coni Giancarlo Calimann, il Delegato Provinciale FIGC Giorgio Antonini, il Sindaco del Comune di Brugnera Ivo Moras, l’Assessore allo sport Ezio Rover e il referente A.I.C. per il nord-est Bianchet Paolo. Tutti concordi nell’affermare che Tamai è una società solida e positiva nella crescita dell’uomo prima del calciatore ,un punto di riferimento per una regione che vive di sport.

Scatta in seguito la consegna delle targhette commemorative. E’ il momento di Giordano, undici stagioni con la maglia rossa (in seguito l’ex difensore regalerà a noi una vecchia maglia di gioco, stagione 90-91, autografata e custodita come un cimelio). Segue De Marchi un altro big della nostra storia. Per lui dieci stagioni tra le nostre fila. Altro premio infine per l’attuale capitano Petris che ha il particolare record di aver giocato con tutti e quattro i mister in annate differenti e De Agostini attuale mister che ha allungato la striscia raggiungendo il prestigioso traguardo.

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C’è poi il tempo per il ricordo di chi è stato meno fortunato, il giocatore Pivetta Alessandro accompagnato dai genitori, costretto in carrozzina dopo un incidente stradale e la famiglia Meneghel per ricordare lo scomparso Riccardo. E chi figura storica nella società non c’è più, dal vice Presidente Pierino Montagner, al Consigliere Gianni Verardo e al collaboratore Franco Paro.

Per ultimo, non per importanza, il Presidente Elia Verardo. Il vero collante di questa società, persona sempre disponibile e attenta a portare avanti le nostre tradizioni coniugandole con l’attività sportiva. A lui viene consegnata la targa più importante da parte del Consiglio, per il costante impegno e la capacità di tenere nelle posizioni che contano un piccolo paese che vive di calcio e di sport.

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Il Presidente Elia Tomaso Verardo riceve la targa commemorativa.



Video discorso del Pres, e consegna targhe.

Terzo tempo ai supplementari, superandoli abbondantemente con la comitiva vispa e carica fino a mattina inoltrata, sempre lì, sempre al chiosco. E’ una serata di festa e bisogna festeggiare perché il Tamai è ancora qui in Serie D dopo un anno di ambientazione e quindici filati.

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Polisportiva Tamai

GALEERIA FOTOGRAFICA